Img

CAPITOLO CI — LA GROTTA DEI DUE CUSTODI

Nessuno parlò durante il tragitto.

Il mare accompagnava il rumore dei loro passi.

Boruma stringeva il Sigillo nel pugno.

Non aveva mai pesato tanto.

La grotta apparve all’improvviso, nascosta tra la roccia e il mare.

L’ingresso era stretto.

Sembrava la ferita di una montagna.

Cru si fermò.

Non abbaiò.

Guardò Boruma.

Poi entrò.

«Non mi piace…» sussurrò Rosy.

«Nemmeno a me.»

Armando osservò il cielo.

«Siamo arrivati troppo tardi.»

Boruma non rispose.

Entrò.

Dentro non c’erano uomini.

Non c’erano armi.

C’era silenzio.

Al centro della grotta ardeva una lanterna.

La fiamma era ancora viva.

«Qualcuno era qui pochi minuti fa.»

Valerio indicò il terreno.

«Guardate.»

Una lunga traccia attraversava la sabbia.

Come se qualcuno fosse stato trascinato via.

Elia si inginocchiò.

Sfiorò la sabbia.

Chiuse gli occhi.

Poi annuì lentamente.

«Dante.»

Boruma capì senza bisogno di parole.

Erano arrivati troppo tardi.

«C’è dell’altro.»

La voce del Custode ruppe il silenzio.

Indicava la parete della grotta.

Non era roccia.

Era pietra lavorata.

Napolina avvicinò la lanterna.

Comparve un’incisione.

Due uomini.

Uno teneva una rosa.

L’altro un cactus.

Sotto era scritto soltanto:

NON ERAVAMO D’ACCORDO.ERAVAMO FRATELLI.

Nessuno parlò.

Rosy ruppe il silenzio.

«Questa… è la nascita della Rosa e del Cactus.»

Il Custode annuì.

«Prima della Casta.»

Boruma osservò il bassorilievo.

«Non erano due ordini.»

«No.»

«Erano due persone.»

«Due amici.»

Armando abbassò lo sguardo.

«Uno voleva salvare gli uomini nascondendoli.»

«L’altro?»

«Insegnando loro a non avere più paura.»

Elia rimase immobile.

«E hanno litigato?»

«Mai.»

Il Custode sorrise amaramente.

«Furono altri a dividerli.»

Boruma rimase davanti all’incisione.

Per la prima volta comprese il peso del Sigillo.

«Non rappresenta due fazioni.»

«No.»

«Ricorda che nessuna verità appartiene a un solo uomo.»

Il Custode lo guardò.

«Adesso stai iniziando a capire.»

Un applauso riecheggiò nella grotta.

Lento.

Ironico.

Tutti si voltarono.

Un uomo uscì dall’ombra.

Elegante.

Capelli completamente bianchi.

Nessuna arma in mano.

Solo un bastone.

Cru ringhiò.

L’uomo sorrise.

«Finalmente ci conosciamo, Boruma.»

«Chi sei?»

«La domanda sbagliata.»

Fece un altro passo.

«La domanda giusta è… perché esisto.»

Napolina sospirò.

«Ecco quello che parla per enigmi.»

L’uomo lo guardò divertito.

«Perché gli uomini hanno paura.»

Boruma rimase immobile.

«Tu sei la Casta.»

«No.»

L’uomo sorrise.

«Io sono soltanto quello che resta quando la paura convince gli uomini a cancellare i propri fratelli.»

Rosy lo fissò.

«Dov’è Dante?»

«Vivo.»

Elia trattenne il respiro.

«Lasciatelo andare.»

«Posso farlo.»

L’uomo osservò il Sigillo.

«Ma ogni cosa ha un prezzo.»

Boruma fece un passo avanti.

«Quale?»

L’uomo sorrise.

Per la prima volta nei suoi occhi comparve una stanchezza antica.

«Consegnami il Sigillo.»

Silenzio.

«E Dante tornerà libero.»

Nessuno parlò.

L’uomo si voltò verso il mare.

«Sai qual è la differenza tra me e te, Boruma?»

«No.»

«Tu credi che ogni uomo possa essere salvato.»

Si voltò lentamente.

«Io ho visto troppi uomini scegliere il male.»

Boruma abbassò lo sguardo sul Sigillo.

Poi guardò Rosy.

Alessio.

Valerio.

Elia.

Armando.

Il Custode.

Cru.

Infine tornò a fissare l’uomo.

«Allora permettimi di dimostrarti che ti sbagli.»

L’uomo sorrise.

Non era un sorriso di scherno.

Era quello di qualcuno che aspettava quella risposta da molti anni.

«È per questo che Raffaele scelse te.»

Boruma rimase immobile.

«Conoscevi mio nonno?»

«Molto meglio di quanto immagini.»

Il sorriso scomparve.

«Ed è proprio per questo… che sarà così difficile sconfiggermi.»

L’uomo si voltò.

Un fascio di luce attraversò la grotta.

Quando si spense…

era sparito.

Sulla pietra rimaneva soltanto una piccola scatola di legno.

Boruma la raccolse.

All’interno trovò una sola pagina.

Scritta con la calligrafia di Raffaele.

Lessi soltanto la prima riga.

E il sangue gli si gelò nelle vene.

“Boruma, se questa lettera è arrivata nelle tue mani, significa che ho fallito.”


Scopri di più da pierobarbato.com

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


Commenti

Lascia un commento

Scopri di più da pierobarbato.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere